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terça-feira, 4 de fevereiro de 2014

O casamento e a aposta



Il verbo latino committere voleva dire tra l’altro “mettere insieme due cose”. L’italiano commettere conserva questo significato, oggi raro, da cui forse è nato il contrario s-commettere, cioè “separare”. L’idea è che se due persone fanno previsioni diverse sull’esito di un avvenimento, si troveranno su fronti opposti. Anche i latini scommettevano, ma usavano la parola sponsio (“patto sacro”), l’antenato del nostro sposarsi. Che anche oggi, in effetti, è una bella scommessa.
 
(a cura di Alessandro Masi, dal supplemento Sette del Corriere della Sera)

Parole del giorno: sposarsi (casar-se), scommettere (apostar).

quarta-feira, 20 de novembro de 2013

Fazer fiasco/Fare fiasco

Fazer fiasco é uma expressão usada no Brasil vinda diretamente do italiano, sem escalas: fare fiasco.
Em português, "fiasco" é usado também como substantivo, indicando "resultado desastroso ou insatisfatório, êxito desfavorável; insucesso, fracasso". (Houaiss)

Na seção de etimologia, os lexicógrafos do Houaiss nos contam que:
"it. fiasco 'frasco de vidro', (a1313) 'êxito negativo, insucesso', it. far fiasco (1808) 'fazer fiasco' do lat.med. flascum (1238) 'frasco'; a expressão far fiasco é atribuída ao que ocorreu com o arlequim bolonhês D. Biancolelli (a1681) que, tendo fracassado em sua apresentação no dia em que levou para o palco um frasco, colocou nele a culpa do insucesso."

Aqui, a história em italiano, via sapere.it:
"Il modo di dire "fare fiasco" nasce da un fatto accaduto parecchio tempo fa in un teatro fiorentino, dove un artista famoso ogni sera si esibiva in simpatici monologhi, che condivideva con oggetti a cui si rivolgeva adoperando parole e smorfie divertenti. 
Una sera però decise di esibirsi in un monologo portandosi come compagno di scena un tipico fiasco da vino; invece di divertire il pubblico però, l’artista lo annoiò così tanto che questo reagì e in cambio iniziò a fischiarlo a più non posso. 
Da allora è rimasto questo modo di dire “far fiasco”, quando si deludono completamente le aspettative di qualcuno, senza rendersene conto fino al momento dei fischi o delle aspre critiche."



domingo, 2 de junho de 2013

Italiano, lingua maschilista

Mais em: http://parliamoitaliano.altervista.org/italiano-lingua-maschilista/ 

E o português, também é machista?

Dê uma olhadinha em: http://minilua.com/ate-lingua-portuguesa-machista/

Parola del giorno: mignotta: (volgare) (dispregiativo) donna, ma anche una persona in genere, che vende il proprio corpo o la propria dignità in cambio non tanto di danaro (in questo caso prostituta, meretrice, puttana), quanto di favori o per entrare nelle grazie di qualcuno, anche a discapito di altre persone.

segunda-feira, 24 de maio de 2010

A linguagem gestual italiana

Outro dia, num dos posts da comunidade de Tradutores/Intérpretes-BR do Orkut, discutíamos sobre a linguagem gestual.
A linguagem gestual italiana é muito rica, como bem atesta o folclore e o imaginário, que nos remete a alguém mexendo muito as mãos quando falamos em lingua italiana ou italianidade.
Tem até aquela piadinha que diz que, para deixar um italiano calado, basta amarrar-lhe as mãos.
Piadinhas e estereótipos à parte, a linguagem gestual de um povo é sempre interessante e útil de se conhecer.
Lembro bem do aperto que passei uma vez em Montevideo, ao atravessar uma rua. Como estava com outras pessoas e elas estavam mais para trás, resolvi fazer com dois dedos um sinal que indicava caminhar rápido. Uma colega de lá prontamente me disse: "não faça assim". Eu, muito surpresa, perguntei por quê. Ela acabou me explicando, meio constrangida, que aquele sinal significava "ter relações sexuais". Informação que, obviamente, me deixou de boca aberta. Até então eu pensava que os gestos eram universais.
Então, colegas e aprendizes, atenção à linguagem sem palavras.
Posto aqui um video que encontrei, que além de instrutivo, é divertidíssimo.
Buon divertimento!

La parola del giorno è: linguaggio

quinta-feira, 8 de abril de 2010

La Pasquetta, di nuovo.


Abordando um pouco mais o tema das traduções italiano - português, recupero a palavra "Pasquetta", que aparece no post sobre a Páscoa.
Como vimos, a "Pasquetta" é a segunda-feira após o domingo de Páscoa, também chamado de "Lunedì dell'angelo", comemorado na Itália principalmente por meio de piqueniques e que coincide com os dias iniciais da primavera, de mais sol e mais calor.
A questão é a seguinte, caro colega tradutor: se você se deparasse com a "Pasquetta" em algum texto, como traduziria para o português?
Para o bom tradutor, a pesquisa é a primeira ação-resposta. Não sabendo do que se trata, ou melhor, se a pulga atrás da sua orelha começar a se agitar, pesquise.
E pesquisando, descobre-se que:
a) O que já foi dito: a "Pasquetta" é a segunda-feira depois do domingo de Páscoa, conhecida também como "Segunda-feira do Anjo", festejada na Itália e, aparentemente, em Portugal. Assim é chamada porque um anjo apareceu para as mulheres que foram ao sepulcro de Jesus, anunciando-lhes que ele havia ressuscitado.
b) Os dicionários bilíngues it-pt referem-se à "Pasquetta" como a "segunda-feira depois da Páscoa", Pentecoste ou Pascoela. As últimas denominações não são corretas.
c) Culturalmente, a "Pasquetta" é feriado na Itália, não se trabalha, não tem aula e são feitos piqueniques nos parques e bosques próximos das cidades. É um dia de alegria, comemoração e confraternização.

Lembrando que o referente cultural é importantíssimo na tradução, como você traduziria o seguinte trecho?

"[...] domani è Pasqua,
dopodomani è Pasquetta,
come famo senza 'na lira?"
Pier Paolo Pasolini, Una vita violenta.

Atenção: não sou a dona da verdade e não tenho soluções prontas, o espaço do blog está aberto às boas discussões e aos bons debates.
Participe!
La parola del giorno è: domani (amanhã)

quinta-feira, 1 de abril de 2010

La Pasqua in Italia: usanze, religione, curiosità

Il tempo della Quaresima per i cristiani è un periodo particolarmente importante dell'anno liturgico; sono quaranta giorni caratterizzati da un clima di riflessione sulla figura di Gesù e sui suoi insegnamenti, un periodo che culmina nel grande evento della Risurrezione celebrato nella Domenica di Pasqua.
La festività della Pasqua coincide con l'arrivo della primavera. Dopo un lungo inverno l'avvicendarsi di giornate tiepide e rallegrate dal sole rendono ancora più gioioso questo periodo. Nell'aria primaverile riprendono a volare le farfalle dai mille colori.
Il loro passaggio dal buio del bozzolo, in cui erano rinchiuse sotto forma di crisalide, alla luce del sole nella nuova veste di farfalle ricorda ai cristiani il passaggio dal buio della morte alla luce della risurrezione.
La domenica di Risurrezione è un giorno di grande felicità che si manifesta anche nello stare insieme con gioia, nel ritrovarsi ad esempio in famiglia o con gli amici per il pranzo di Pasqua.
Modi di dire
Nel linguaggio comune ricorrono "modi di dire" che trovano la loro origine nelle letture evangeliche del periodo quaresimale-pasquale, o comunque che sono collegate con la liturgia e tradizione cristiana di tale periodo.
"LUNGO COME UNA QUARESIMA": si dice di una persona o di una cosa prolissa, noiosa, insistente.
"HA SCIUPATO TUTTO E ADESSO FA QUARESIMA": si riferisce a chi ha sperperato i propri beni, le proprie ricchezze e adesso fa digiuno, vive in povertà.
"PORTARE LA PROPRIA CROCE": questo modo di dire trae la sua origine dalla salita al calvario di Gesù Cristo ed è da intendersi come la capacità di sopportare e accettare i momenti dolorosi della vita, così come il Figlio di Dio ha accettato e sopportato la dura prova del martirio in croce, senza cedimenti pur nella sofferenza di quei drammatici eventi. Collegato all'episodio della salita al Calvario di Gesù carico della croce c'è un ulteriore modo di esprimersi usato per indicare una dura sofferenza: "LA SUA VITA E' UN CALVARIO". Così come: "STARE IN CROCE" (Stare in pena) e "CHE CROCE!" sono espressioni che ribadiscono e sottolineano la gravità di una situazione particolarmente penosa.
"GETTARE LA CROCE ADDOSSSO A QUALCUNO": cioè addossare la responsabilità di un fatto ad un'altra persona, per biasimarla.
"LA CROCE CHE CI SI FA DA SOLI E' LA PIU' PESANTE": il modo di dire vuol significare che, quando siamo noi stessi a costruirci delle croci, cioè a commettere delle azioni di cui in seguito ci pentiamo e che inoltre si rotorcono contro di noi, dovremo sopportarne il peso (le conseguenze) che sarà sicuramente più gravoso, rispetto a quando è imputabile invece a cause esterne, dato che in questo caso siamo noi stessi gli artefici del danno provocato.
"ESSERE FELICI COME UNA PASQUA": riferito a chi manifesta una grande felicità, proprio perchè il giorno di Pasqua è un giorno di grande gioia.
"PASQUA ALTA": si ricorre a questa espressione quando la festa di Pasqua è in ritardo rispetto al tempo in cui ricorre normalmente, mentre si dice: "PASQUA BASSA" quando è in anticipo.
"VENIRE LA PASQUA IN DOMENICA": per indicare ciò che si verifica al momento opportuno, che arriva a proposito.
"ESSERE COME SAN TOMMASO": la locuzione viene usata per indicare un'ostinata incredulità verso una notizia o un fatto, proprio come l'apostolo Tommaso che si rifiutò di credere ai compagni che gli riferivano l'apparizione di Gesù risorto.
Curiosità sulla Pasqua
Con il termine PASQUETTA si indica, popolarmente, il primo lunedì dopo la domenica di Pasqua (propriamente chiamato: Lunedì dell'Angelo). Con questa festa si vuole ricordare l'apparizione di Gesù risorto ai due discepoli in cammino verso il villaggio di Emmaus, a pochi chilometri da Gerusalemme. E' consuetudine tra i cristiani, proprio per ricordare il viaggio dei due discepoli, di trascorrere questa giornata con una passeggiata "fuori le mura"(fuori del centro storico della città): una "scampagnata"(un picnic) fuori città.

Tratto e adattato da: Non solo Hobby
N.B. Continuerò a trattare alcuni temi presenti in questo post dopo la Pasqua. :-)

La parola del giorno è: gioia (alegria)

quarta-feira, 31 de março de 2010



Pesce d'aprile

La (probabile!) storia di una giornata un po' burlona...E alcuni consigli per... gli scherzi!


Fino al 1564 (in Francia) l'anno cominciava il primo di aprile. Ma, in quell'anno, il re Carlo IX decise di modificare il calendario e, dopo di allora, l'anno iniziò il primo gennaio.Il 1° gennaio del 1565 tutti si fecero per la prima volta gli auguri di "buon anno" e si scambiarono i regali.Quando arrivò il 1° aprile, alcuni burloni decisero, per scherzo, di festeggiarlo ancora, ma, siccome era ormai un falso capodanno, decisero anche di fare dei... falsi regali, senza valore, tanto per ridere!
Da allora ogni anno, il primo aprile, si usa fare degli scherzi...Direte voi: "Ma che cosa c'entrano i pesci con questa storia?".
Si dice che uno degli scherzi del primo aprile fosse stato quello di ingannare i pescatori gettando nei fiumi delle aringhe affumicate (... quindi, evidentemente, morte!) gridando:"Ecco i pesci di aprile!".
Questo perché, nel mese di aprile, la pesca era ancora vietata, essendo i pesci in fase di riproduzione.Da lì sarebbe nata l'usanza di burlarsi di qualcuno, appendendogli sulla schiena un pesce disegnato su carta e poi ritagliato...
Insomma: il 1° di aprile è l'occasione per fare scherzi alle persone ignare (e credulone!).
Io non so se questa storia sia vera: ve la trasmetto così com'è...
Ci sono anche altre spiegazioni, come quella che si riferisce al fatto che, all'inizio di aprile, la luna esce dal segno zodiacale dei Pesci (però questo fatto non spiega che cosa c'entrino gli scherzi e le burle).
Comunque, in molte nazioni del mondo, il "pesce d'aprile" ogni anno colpisce ancora e rappresenta un'occasione di divertimento per molti (soprattutto per chi fa gli scherzi: un po' meno per chi li riceve!).
Per finire, ecco un breve elenco di "pesci d'aprile" innocui da fare a parenti e amici:
- se piove, mettere una manciata di confettini nell'ombrello chiuso di qualcuno, poi aspettare che esca e lo apra...
- spostare tutte le lancette degli orologi di casa indietro di un'ora...
- mettere il sale nella zuccheriera e lo zucchero nella saliera...- infilare una decina di tappi di sughero nel letto di qualcuno...
- mandare qualcuno a comprare qualcosa che non esiste spiegandogli che è un nuovo prodotto (come l'aceto zuccherato, il pane alla liquirizia, una penna all'acqua, una bottiglia di vino dell'Antartide...)
- inviare un amico ad un appuntamento inventato o ad un indirizzo sbagliato...
- farsi chiamare ad un falso numero telefonico...

BUON DIVERTIMENTO CON IL "PESCE D'APRILE"!
Osservazione: Attenzione, traduttori, come vedete il pesce d'aprile non è un pesce che si pesca nel mese di aprile, non è nemmeno un pesce! Corrisponde, come avete capito, al nostro brasiliano 1º de abril!
La parola del giorno è: scherzi (pronuncia-se "skertzi")= brincadeiras, jogos

quarta-feira, 24 de março de 2010

Buongiorno o buon giorno?


Per cominciare dall'inizio, una piccola polemica sulla forma di salutare in italiano.

Come si dice: buongiorno o buon giorno, buona sera o buonasera?

Secondo il Dizionario di ortografia e pronuncia di Bruno Migliorini sono corretti entrambi:
buon giorno e buongiorno
buona sera (meno comune buonasera).

Lo stesso vale per buona notte.

Anche il Dizionario Garzanti accetta sia buon giorno che buongiorno. Giustamente il Garzanti fa notare che non si usano le due parole separate quando buongiorno, buonasera, buonanotte sono usati come sostantivi: dare la buonanotte, il buongiorno ecc.

Una curiosità: alcune persone per salutare dicono "buongiorno" anche dopo il pranzo. (Attenzione: il pranzo italiano, di solito, è alle 13:00.)
Dopo il pranzo, di solito si dice buona sera, e meno comune, buon pomeriggio.
Buona notte si dice soltanto prima di andare a letto.

E "buona giornata!" per augurare a una persona di avere...una buona giornata!

terça-feira, 23 de março de 2010

Ridere fa bene alla salute!

Una donna si sveglia di notte e vede che suo marito non è a letto. Si infila una vestaglia e scende in cucina. Trova suo marito seduto con una tazza di caffè di fronte. Sembra che sia assorto in pensieri molto profondi e fissa un punto oltre il muro. Lei vede una lacrima scendere dagli occhi di lui mentre sorseggia il caffè.
- Cosa c'è caro? - sussurra lei entrando nella stanza - Perché non vieni a letto?
L'uomo, guardando il suo caffè risponde:
- Ti ricordi cara di 20 anni fa... quando abbiamo iniziato a frequentarci e tu avevi solo 16 anni?
- Si, me lo ricordo! - risponde lei.
Il marito sospira... le parole non gli vengono facilmente:
- Ti ricordi di quando tuo padre ci ha beccato sul sedile della mia macchina mentre facevamo l'amore?
- Sì che me lo ricordo... - risponde lei prendendo una sedia e sorridendogli dolcemente.
- E ti ricordi che lui ha tirato fuori un fucile, me l’ha puntato in faccia e mi ha detto: "O sposi mia figlia o ti mando in prigione per 20 anni?"
- Sì... mi ricordo anche questo... e con ciò?
Un'altra lacrima sulla guancia...
- Oggi sarei uscito!!!