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quarta-feira, 20 de novembro de 2013

Fazer fiasco/Fare fiasco

Fazer fiasco é uma expressão usada no Brasil vinda diretamente do italiano, sem escalas: fare fiasco.
Em português, "fiasco" é usado também como substantivo, indicando "resultado desastroso ou insatisfatório, êxito desfavorável; insucesso, fracasso". (Houaiss)

Na seção de etimologia, os lexicógrafos do Houaiss nos contam que:
"it. fiasco 'frasco de vidro', (a1313) 'êxito negativo, insucesso', it. far fiasco (1808) 'fazer fiasco' do lat.med. flascum (1238) 'frasco'; a expressão far fiasco é atribuída ao que ocorreu com o arlequim bolonhês D. Biancolelli (a1681) que, tendo fracassado em sua apresentação no dia em que levou para o palco um frasco, colocou nele a culpa do insucesso."

Aqui, a história em italiano, via sapere.it:
"Il modo di dire "fare fiasco" nasce da un fatto accaduto parecchio tempo fa in un teatro fiorentino, dove un artista famoso ogni sera si esibiva in simpatici monologhi, che condivideva con oggetti a cui si rivolgeva adoperando parole e smorfie divertenti. 
Una sera però decise di esibirsi in un monologo portandosi come compagno di scena un tipico fiasco da vino; invece di divertire il pubblico però, l’artista lo annoiò così tanto che questo reagì e in cambio iniziò a fischiarlo a più non posso. 
Da allora è rimasto questo modo di dire “far fiasco”, quando si deludono completamente le aspettative di qualcuno, senza rendersene conto fino al momento dei fischi o delle aspre critiche."



terça-feira, 3 de maio de 2011

Dica de dicionário

Corridinha para sugerir o DOP, Dicionário Italiano Multimediale e Multilingue d'Ortografia e di Pronunzia, que, como se vê pelo nome, traz a ortografia e a pronúncia correta das palavras. Testei só para algumas palavras do italiano, não testei para outras línguas. Uma nota bem interessante aparece no cantinho da página, dizendo que o dicionário é "Provvisorio e incompleto", assumindo que (todo) o dicionário é uma obra eternamente em construção. Palmas para o DOP.
Outro detalhe interessante é a pronúncia dupla para algumas palavras e a pronúncia de algumas partes de frases, que são atestações em textos clássicos, e não apenas da palavra de entrada.
Procure a palavra "pesca", por exemplo, e você vai entender do que estou falando.
Pena que nem todas as palavras presentes no dicionário apresentam a pronúncia, mas eles avisaram, o dicionário é provisório e incompleto.

La parola di oggi è "pesca": la pesca (o pêssego) ou la pesca (a pesca), conforme o contexto.

sábado, 11 de setembro de 2010

Come si dice computer in italiano?


Hoje começo uma série de posts sobre a questão do uso de palavras
estrangeiras (especialmente do inglês) no italiano, mas que tem uma pontinha ligada com a questão da contaminação linguística mencionada no post anterior.
Encontrei um texto bem interessante (na verdade, reencontrei), que faz parte do livro Linea Diretta, bastante usado nos cursos de italiano no Brasil. Como o texto é meio longo, o primeiro post é só o texto, e nos próximos, pretendo explorar e enriquecer mais a questão.
Aproveitem a leitura!

        L'Italiano lingua straniera
           Non c’è oggi chi non pronunci, o peggio, scriva parole straniere per sfoggiare conoscenza di lingue di cui spesso ha solo un’infarinatura. Se abbiamo il vocabolo italiano, perché ricorrere allo straniero?
           Non siamo ormai presenti alla riunione, ma al “meeting”; non facciamo acquisti, ma “shopping”, passando da una “boutique”, negozio, alla sala esposizione, “show-room”, sita “vis-à-vis”, cioè dirimpetto; non coltiviamo un sentimento ma stabiliamo un “feeling”; siamo “single” ma non scapoli, nubili, divorziati, separati, qualche volta conviventi col “partner”, amico-amica; non trascorriamo la fine settimana, ma il “week-end”, facendo una scampagnata, anzi un “picnic”, non in bicicletta ma su un “mountain bike”, magari nell’entroterra, meglio nello “hinterland” milanese; non paghiamo il tagliando o la quota (non sia detto!) paghiamo il “ticket” (vorrei tanto conoscere l’esimio impagabile superburocrate che ci ha imposto il termine inglese); sin da bambini abbiamo diritto non non più alla bambinaia ma alla “baby sitter” e cresciuti, non saremo dirigenti bensì “manager” con problemi aziendali di ricambio, mi scuso, di “turnover”: per essere ricevuto da un personaggio (vip) non ci basterà un semplice permesso, ma dovremo procurarci un “pass”; se poi partecipiamo a uno “stage”, cioè soggiorno di studio, fra un “lunch”, colazione, ed un “dinner”, cena, faremo un “break”, pausa, intervenendo ad un “party”, trattenimento, ricco di “drinks”, bevande.
          Per partire in aereo, non ci presentiamo alla registrazione ma al “check-in”: i nostri soldati in Somalia non hanno presidiato posti di blocco, ma “check-points”; ieri i non professionisti erano semplicimenti dilettanti, però oggi molti di questi ultimi preferiscono considerarsi “amatori”. E potrei continuare all’infinito.
         La colpevole tolleranza di molti insegnanti, così come il narcisismo di molti operatori dell’informazione stampata e televisiva, nonché infine la nostra pigrizia mentale, hanno causato la pedissequa ripetizione di parole dal significato talvolta travisato, l’ebete intercalare di “cioè” e di “niente” e quindi il dire o scrivere espressioni con evidente pleonasmi quali, per esempio: “Da un po’ di tempo a questa parte”, “Buon giorno a tutti”, “Vi informiamo, con la presente”, “Oggi come oggi”.
         La lingua è viva in quanto si evolve senza fraporre ostacoli al nuovo, però non è detto che debba essere colonizzata.

                      Enzo D’Amico, Milano (da La Repubblica, 09/01/94)

sexta-feira, 13 de agosto de 2010

Falsi amici

Falsos amigos estão em toda a parte. Têm uma aparência familiar, amigável, simpática, mas estão só esperando para te enganar.
Alguns são bem difíceis de detectar, só a situação, o contexto, pode fazer ativar a pulga atrás da orelha e desconfiar que ali “c’è qualcosa che non va”.
Entre as línguas latinas há montes deles, e claro que o italiano não é exceção.
Alguns conservam ainda um traço semântico em comum, outros já se afastaram bastante em termos de significado.
Para quem é aprendiz (embora eu ache que sempre somos), uma lista para começar a reconhecer as armadilhas. É uma lista pequena, e às vezes, só uma acepção é um falso amigo.
Para quem já é experiente, um lembrete para ter sempre “olho vivo, faro fino e barbas de molho”, e não acreditar naquilo que parece ser, mas nem sempre é.

italiano - português - português - italiano

accidente! - caramba! - acidente - incidente

accordare - concordar - acordar - svegliarsi

andare -  ir - andar - frequentare/piano di un palazzo

aperto - aberto - aperto - stringimento

attendere - aguardar - atender - servire il pubblico/rispondere al telefono

attirare - atrair - atirar - lanciare

acetto - vinagre - azeite - olio

asilo - jardim de infãncia - asilo - ospizio

birra - cerveja - birra - bizza

boia - carrasco - bóia - boa

boa - (masc) jibóia / (fem.) bóia - boa - buona

borraccia - cantil - borracha - gomma

burro - manteiga - burro - asino

caldo - quente - caldo - brodo

calcio - futebol/cálcio - cálcio - calcio

sigaro - charuto - cigarro - sigaretta

contare - contar (contas) - contar - raccontare/narrare

decorare - decorar (arquit.) - decorar - imparare a memoria

edicola - banca de jornais - edícula - nicchia

imbrogliare - enganar - embrulhar - impacchettare

imbroglio - confusão/engodo - embrulho -  pacchetto

sperare - ter esperança - esperar - aspettare

squisito - delicioso - esquisito - strano

serra - estufa/cadeia de montanhas - serra - sega/serra

firma - assinatura - firma - ditta

guadagnare - ganhar (receber) - ganhar - vincere

patto - pacto - pato - anatra

palestra - ginásio/academia - palestra - conferenza

prego -de nada/ pois não - prego - chiodo

gomma - borracha (de apagar) - goma - amido

guardare - olhar - guardar - conservare/mettere via

legenda - lenda - legenda - sottotitolo

mais - milho - mais - più

morbido - macio - mórbido - morboso

negozio - loja - negócio - affare

occorrere - precisar, ser necessário - ocorrer - succedere

ospizio - asilo - hospício - manicomio

ospite - convidado, hóspede//anfitrião - hóspede - ospite

presunto - suposto - presunto - prosciutto

primo/a - pimeiro/a - primo/a - cugino/a

riparare - consertar - reparar - notare

rotto - quebrado/estragado - roto - strappato

salita - subida - saída - uscita

subire - sofrer - subir - salire

terzo - terceiro-  terço - rosario

tetto - telhado - teto - soffitto

tinto - pintado - tinto - vino rosso

tirare -puxar - tirar - togliere

villa - casa grande/mansão - vila - paesino



quinta-feira, 17 de junho de 2010

Perché non capisco l'italiano di "Passione"?

Ciao ragazzi!

Lo so. Da tempo non scrivo niente, ma tutti voi sapete bene che ora il tempo che abbiamo a disposizione per fare tutto quello che vogliamo è piccolo.
Comunque, oggi vorrei fare un piccolo commento.
Di nuovo torno al tema della telenovela "Passione". Un articolo su una rivista brasiliana afferma che la gente stenta a capire quello dicono i personaggi italiani. Ho già sentito dire in giro che è difficile capirli.
Prima di tutto, non voglio qui difendere o accusare niente né nessuno, ma la gente, di solito, ha un atteggiamento sbagliato nei confronti della lingua italiana.
Forse a causa della colonizzazione successa in Brasile, forse perché, come il portoghese, è una lingua latina e perciò le due lingue hanno radici in comune, il fatto è che la gente crede che parlare l'italiano sia facile, impararlo sia un gioco e la comunicazione fra gli italiani e i brasiliani sia priva di equivoci.
Come qualsiasi altra lingua che non la nostra lingua madre, l'italiano presenta delle difficoltà e delle somiglianze, che possono aiutare o impedire la comunicazione, a seconda del caso.
Un altro fattore è che molte volte sono state introdotte parole del dialetto toscano nel parlare dei personaggi, rendendo ancora più complicato capire determinate parole che non quelle di comune conoscenza a chi capisce un po' l'italiano. Siccome i personaggi sono toscani, hanno pensato che sarebbe più realistico metterli in bocca dei termini dialettali.
Tanta gente in Brasile crede di parlare l'italiano perché ha imparato dai nonni e bisnonni ma poi, quando si parla con loro si capisce che parlano il dialetto del paese da dove sono venuti gli antenati, a volte molto diverso dell'italiano standard e quindi la frustrazione è ancora più grande.
Per finire, vorrei suggerire due dizionari on line con parole del dialetto fiorentino e toscano.
Potete trovarli qui e qui.
Provate a cercare la parola "bischero" ripetuta tante volte e tipica del dialetto fiorentino.
La parola di oggi è: somiglianza (semelhança)

segunda-feira, 17 de maio de 2010

A Itália, os italianos, eu e as novelas.

Aqui no Brasil, especialmente nos lugares onde houve "colonização" italiana, as pessoas têm a tendência de achar que conhecem a Itália e o povo italiano.
Muitas pessoas, mesmo não tendo estado lá, possuem um estereótipo mental muito bem sedimentado e constantemente alimentado pelas inúmeras novelas que tem como locação cidades da Itália, ou que tratam sobre italianos que vivem no Brasil.
Isso acontece também com a língua italiana. A maioria das pessoas, quando vai começar a aprender italiano, acha que a língua é muito fácil pois é "bem parecida com a língua portuguesa".
Fui professora de italiano durante muitos anos e as pessoas que chegavam em aula com esse tipo de pensamento eram os alunos que me davam mais trabalho.
Lembro bem de um caso extremo, no qual um aluno acreditava seriamente que bastava colocar "one" no final da palavra e estaria falando italiano.
Quando começa uma novela deste tipo, automaticamente a procura por aulas aumenta.
A Itália possui seu charme natural e a língua italiana é considerada muito sonora e bonita, então é natural que muitas pessoas resolvam aproveitar a ocasião e começar a aprender italiano.
Atenção: não estou me queixando, e muito menos dizendo que a língua italiana é difícil.
É tão fácil ou tão difícil como qualquer outra língua quando começamos a aprendê-la. Os falsos cognatos, a conjugação verbal, a construção frasal são algumas das armadilhas às quais devemos estar atentos, seja no aprendizado do italiano, inglês, francês, espanhol ou qualquer outra língua.
Gosto da promoção da Itália e da língua italiana, mas não gosto de ver aquela coisa teatralizada na TV.
Aproveitando o post, quero dar uma dica de leitura.
Um livro interessante que li, já há algum tempo, sobre a Itália e os italianos, chamado "Meus Vizinhos Italianos", de Tim Parks.
É a história de um inglês que passa a viver na Itália e descreve as suas impressões do país e do povo, bem como as suas tentativas de se acostumar ao novo modo de vida.
O link diz que está esgotado, mas talvez em livrarias ou sebos possa ser achado. Vale a pena a leitura.
E você, que ideia tem sobre a língua italiana e sobre os italianos?

La parola del giorno è: telenovela (novela)